Censurare il virus: come Pechino oscurò il dissenso e la pandemia
AGI - All'inizio del 2020 il governo cinese si trovò ad affrontare contemporaneamente due emergenze: una malattia sconosciuta che minacciava di diffondersi rapidamente tra la popolazione e una massa crescente di voci online che raccontavano al mondo ciò che stava accadendo. Alla fine dell'anno, entrambe apparivano sotto controllo. Da una parte l'epidemia, dall'altra un sistema di censura e propaganda che aveva progressivamente soffocato le informazioni negative e riscritto la narrazione della crisi. Nei primi mesi dell'anno migliaia di messaggi comparvero sui social network cinesi, in particolare su Weibo, con utenti che chiedevano apertamente se le autorità locali stessero nascondendo un nuovo virus simile alla Sars. Il volume delle proteste fu tale che inizialmente i censori non riuscirono a cancellarle tutte. Anche alcuni media colsero quella breve finestra per pubblicare inchieste particolarmente critiche, ampiamente condivise online. Il cambio di strategia di Pechino e la figura di Li Wenliang Quando Pechino definì una strategia comunicativa più precisa, però, molti di quei…
Fonti
La sintesi è costruita sui fatti riportati da queste fonti. Per approfondire, apri gli originali.
AGICensurare il virus: come Pechino oscurò il dissenso e la pandemia↗